La casa delle madri
- May 19, 2021
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Scritto circa dieci anni fa, senza alcuna intenzione di pubblicazione da Daniele Petruccioli,
"La casa delle madri", è uno dei romanzi candidati al premio Strega.
Una scrittura disinvolta, scevra dal voler accattivare uno pseudo lettore è infatti, lampante: lunghi periodi descrittivi, si presentano lungo tutto il testo, introdotti da un io narrante onnisciente che sembra un'unica personalità in cui si fondono tutte le voci dei personaggi.
Un testo che parla principalmente di memoria e scorrere del tempo in un modo concreto che solo una casa può regalare. Una casa sì, la casa d'abitazione, unica testimone dei segreti più intimi di una famiglia e delle sue evoluzioni.
"La casa delle madri", narra l'interiorità di una coppia di gemelli e due genitori ormai lontani e fuggitivi nel mezzo di un divorzio, attraverso l'espediente della morte del nonno, notaio, padre di Sarabanda, madre di Ernesto ed Elia.

Quello dei gemelli è un tema particolare, affrontato con cura, come se l'autore avesse vissuto in prima persona l'ambivalenza di questo essere ibridi: essere gemelli "è un po' come la sindrome di Down: è come avere un grappolo di cromosomi in più, a cui non è possibile rinunciare ma che non sai nemmeno bene cosa farci. È un braccio invisibile, una spada, uno scudo che non sai se ti aiuta a vivere o se ti ostacola nei movimenti".
Un ostacolo necessario è anche l'amore della madre Sarabanda, anarchica, atea, poi agnostica ed apparentemente stabile, quando invece permeata da una forte insicurezza, moglie di Speedy, un uomo che invece di responsabilità ne vuole ben poche.
I personaggi qui citati, non sono gli unici, ma ognuno di questi apre le porte ad un'attenta analisi introspettiva dei disequilibri familiari, di cui unica testimone rimane una casa, una casa a cui alla fine ci si affeziona inconsapevolmente: "Se agli occhi dei vivi, al loro sguardo ristretto e limitato all'intonaco dell'ultima passata di romanella, le case possono sembrare qualcosa di solido, con una tipografia ben chiara,
i morti sanno invece riconoscere la sovrapposizione di spigoli e vani, vedono i diversi momenti accatastarsi nello spazio in modo insensato e sempre uguale, a nascondere le storie del passato per paura della loro schiacciante preponderanza."


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