“The Fabelmans”: istinto e ragione
- Feb 3, 2024
- 2 min read
Updated: Feb 4, 2024
Questa pellicola, sfuggirà, forse, all'attenzione di molti, ma si manifesta come un'esperienza cinematografica catartica per chi si trova immerso in un conflitto interiore tra passione e pragmatismo, tra individuo e restrizioni vincolanti di una famiglia, che, in parte, per protezione, relega all'estro artistico, un ruolo da "hobby": "Famiglia, arte, ti strapperanno in due", saranno le parole predittive del saggio pro zio Boris, a tal proposito.
"The Fabelmans" si erge come un elogio alla passione, tessuta con quella razionalità che ne leviga le imperfezioni. La vita del regista decostruisce le catene imposte da quattro semplici parole: "L'arte non paga".
Il protagonista, sotto lo pseudonimo di Sammy Fabelman, è catturato dalla maledizione del cinema durante la visione del suo primo film, "Il più grande spettacolo del mondo" di Cecil B. DeMille. L'immagine di un incidente ferroviario lo colpisce profondamente, spingendolo a ricevere in dono un trenino che filmerà con una cinepresa da 8mm, un regalo prezioso dalla madre Mitzi, la prima a comprendere la natura folle di questo amore: "Useremo la cinepresa di papà per filmarlo, farai scontrare il treno una volta sola, e quando faremo sviluppare la pellicola lo guarderai all'infinito finchè non ti farà più paura".
E così, per battere una paura, nascerà nel protagonista un nuovo irrefrenabile istinto di creare scenette ed effetti speciali, che si fortificherà in modo organico durante gli anni da scout e proseguirà durante gli anni complessi delle superiori.
É questo che emerge durante i primi atti del film, che assieme a quelli finali, vedranno Spielberg ricoprire un ruolo centrale.
Nella fase centrale, invece, il regista sposterà lo sguarda dal piccolo sè, alla vera protagonista dell'opera, la sua caotica e numerosa famiglia, con particolare attenzione alla madre che si svelerà attraverso un affascinante intreccio di amore e turbamento.
Pianista classica, follemente innamorata del migliore amico del padre, cosa che farà particolarmente soffrire Spielberg da ragazzo, Mitzi è immortalata durante un campeggio estivo come una dea passionevole sotto un velo bianco che si dispiega tra un passo di danza ed un altro. Un improvviso trasferimento a Phoenix, in Arizona, voluto dal marito per sostenere l'avanzamento della sua carriera informatica, la porterà ad un vortice di depressione lontano dall'amato, tanto da pensare di adottare una scimmietta in momenti di solitudine e follia.
Mentre il padre, Burt Fabelman, incarna la perfezione intellettuale, ereditata dalla sorella di Sammy, il ritratto della madre, emerge quindi, come la personificazione dell'arte stessa e dell'istinto. Ciò che appare certo, è che entrambi i genitori influiranno come forze contrapposte e complementari nel futuro regista.
Dopo anni al college, segnati dalla sensazione di trovarsi nel posto sbagliato, la passione per il cinema, coltivata parallelemente, si rivelerà, non più una bellezza collaterale o un modo di comunicare confinato al privato, ma una vera fonte di salvezza. L'approccio di Spielberg sarà riconosciuto dalla CBS, e il suo incontro con il regista John Ford, darà infine senso a tutto e fine al suo sofferto sentimento di essere un fallimento e all'orribile senazione di avere un orizzonte al centro del quadro piuttosto che agli estremi. In fondo, "si fa quello che il cuore ti dice di fare, perchè la tua vita non la devi a nessuno".






Comments